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Senza malinconia e senza tanti musi

Viaggio goliardico tra gli Alpini nella Grande Guerra e dintorni

Loc Cena Letteraria webAlle ore 20 di sabato alle 25 marzo presso la sede dell'Associazione Cuncordu di Gattinara, si svolgerà una Cena Letteraria, dove il tema saranno gli Alpini nella Grande Guerra, a commemorazione del 100mo anniversario.

- Info e Prenotazioni: 334 122 9880, This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

- La parte gastronomica vedra la presenza di una selezione di prodotti di eccellenza della Sardegna, selezionati dal progetto Sarda Tellus FASI, come il Pecorino Sardo Dop, l’Olio EVO di Sardegna Dop e altri ancora, con piatti della tradizione sarda come il maialino alla brace e i Malloreddos accompagnati da un buon bicchiere di Cannonau Doc.

- La parte letteraria sarà curata dal gruppo teatrale “Fronda Anomala”, di cui fanno parte l’attrice sarda Elisa Pistis e l’attore Diego Coscia, che si ripropongono a Gattinara dopo il successo ottenuto in un evento analogo svoltosi lo scorso anno presso la sede dell'Associazione e avente come tema la Brigata Sassari nella Grande Guerra.

- Lo svolgimento prevede l’intervento degli attori con una breve introduzione, prima dell’inizio della cena, per poi alternare la lettura alle portate fino alla fine della cena.

Nota del Gruppo Teatrale: Questo spettacolo non ha alcun intento canzonatorio nei confronti del Corpo degli Alpini, anzi, rifacendosi rigorosamente a fonti interne (memorie degli ufficiali Alpini) vuole rinvigorire il ricordo di quegli uomini e restituirne un’immagine positiva, ma non retorica, avvicinandoci per una volta alla loro quotidianità più che alla tragedia delle battaglie. Teniamo bene a mente l’insegnamento del già citato Paolo Monelli riferito ai veterani, ai reduci che come lui hanno voluto raccontare gli episodi più divertenti di quella guerra: “Cerchiamo di non appropriarci con troppa disinvoltura del ricordo che apparterrebbe a chi cadde un po’ più avanti di noi”

 


ABSTRACT DEL PROGETTO

Cento anni sono passati dallo scoppio del primo conflitto mondiale, la prima guerra ad aver coinvolto non soltanto i soldati impegnati al fronte, ma anche gran parte della popolazione civile.

Ben 240.000 alpini combatterono in quegli anni, e metà di loro furono feriti, uccisi o risultarono dispersi. Eppure, come ci racconta Gianmaria Bonaldi e come testimoniano i tanti episodi goliardici che si tramandano, gli alpini facevano la guerra “senza malinconia e senza tanti musi”, cantando forte e… bevendo forte. E per dirla con Paolo Monelli: “Che volete, s’aveva voglia di ridere per reagire alla tristezza dei tempi”. La convivialità, gli scherzi, l’allegria, i canti continuano ancora oggi a contraddistinguere gli Alpini e la loro “filosofia di vita”. Cento anni dopo, vale la pena di ricordare quegli uomini facendo rivivere le loro avventure più divertenti riguardanti il mangiare e il bere in zona e tempo di guerra (o subito dopo), senza dimenticare la fame e gli stenti patiti in quegli anni in particolare dagli Alpini fatti prigionieri. Due aspetti apparentemente opposti, la convivialità e la fame, che ci aiutano a comprendere come quegli uomini cercassero di superare le difficoltà e le atrocità a cui andavano incontro quotidianamente. Negli scritti degli Alpini dopo la guerra abbiamo trovato l'orgoglio di essere riusciti a vincere la malinconia e pensiamo sia importante mettere in luce la loro grande vitalità in contrasto con le situazioni terribili che stavano vivendo.
In questo modo, come le nostre precedenti esperienze ci hanno insegnato, il pubblico viene coinvolto e portato al sorriso da una parte goliardica e scherzosa, per essere poi portato a riflettere ed emozionarsi dal racconto delle situazioni più dure e sofferte.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

I testi che che sono stati scelti e che, sotto forma di letture costituiscono la parte più sostanziosa della serata, sono brani tratti dalle memorie di alcuni ufficiali Alpini che combatterono nella Grande Guerra. Gran parte di queste letture hanno un tema goliardico: il rinvenimento nei sotterranei di una chiesa di alcune botti di vino rosso, da parte di alcuni Alpini e, contemporaneamente da parte di un soldato austriaco; una eccezionale festa aperta ai civili “crucchi” organizzata dagli Alpini in un paese di confine con l’Austria a guerra appena finita, che viene mandata all’aria dall’inatteso arrivo di un generale guastafeste; la contesa legale tra un produttore di vino e gli Alpini, che avevano interpretato “liberamente” il contratto sul consumo del suo vino, storia che si conclude con una sentenza del pretore sulla massima quantità di vino che un Alpino può bere ogni giorno; l’episodio di una compagnia “ricuperi” che fece sparire dei salami durante una marcia punitiva nascondendoli nei luoghi più impensabili, mettendo in seria difficoltà il capitano a cui erano stati affidati; una festa “della pace” organizzata da alcuni Alpini nel 1919 in un paesino di confine con l’Austria, ma che finì prima di cominciare per l’arrivo di un ospite imprevisto.
L’ultima lettura invece è una pagina di diario di un celebre ufficiale Alpino prigioniero in Germania e che racconta la terribile giornata della vigilia di Natale 1917.
Ciascuna di queste letture verrà preceduta da brevi narrazioni preparate dagli attori che presenteranno il contesto e gli elementi storici e geografici permettendo al pubblico di entrare nell’atmosfera e nella corretta dimensione dei fatti che stanno per essere narrati.
Oltre alle letture, lo spettacolo prevede l’esecuzione di alcuni canti Alpini e di canti popolari, di tema goliardico e/o dialettale, che saranno eseguiti dagli attori stessi in una versione adattata per due sole voci.

 


BREVE CURRICULUM PER CIASCUN ATTORE

Diego Coscia

residente a Canale (CN), 29 anni, si è diplomato nel 2013 presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, in precedenza aveva frequentato il corso propedeutico dell’Accademia “Paolo Grassi” di Milano e il corso triennale della Scuola “Teatro delle Dieci” di Torino.
Ha conseguito il diploma di maturità classica al liceo “G. Govone” di Alba (CN) e la laurea triennale in Scienze Strategiche all’Università di Torino. Ha lavorato in sei spettacoli in lingua inglese che hanno debuttato a Fort Lauderdale in Florida (USA) presso l’Andrews Living Arts Studio.

Elisa Pistis

residente a Elmas (CA), 30 anni, si è diplomata nel 2013 presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine. Ha conseguito il diploma di maturità scientifica al liceo “L.B. Alberti” di Cagliari (CA) e la laurea triennale in Beni Culturali all’Università di Cagliari. Ha lavorato in diverse produzioni teatrali in Sardegna, tra i quali due spettacoli di teatro per ragazzi e per bambini, e una produzione del Teatro Stabile della Sardegna; di recente ha partecipato al Festival Confusion a Valencia, con uno spettacolo in lingua spagnola. Fa parte della produzione “HUMAN” del Teatro Stabile della Sardegna nel 2016, per la regia di Marco Baliani e con Lella Costa.